giovedì, 12 marzo 2009, ore 10:44

........mi piace immaginare che una parte di me e di te siano rimaste in quella lontana città che ha visto nascere il nostro amore...due voci che si inseguono felici tra le strade piene di vita, amandosi come non siamo riusciti a fare noi......questa forse è l'unica verità che è stata e che sempre sarà......e ora

SIPARIO

sipario1

posidonia
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categoria : storie
lunedì, 12 gennaio 2009, ore 20:53

....mi sento in trappola, uno scoiattolino che corre corre corre nella ruota e non va da nessuna parte....ci ho provato, Dio sa se non ci ho provato e non continuo a provarci, ma tu rimandi tutto al mittente così come ti si presenta, senza aggiungere nulla, senza iniziativa: "Amore....Amore", "Mi manchi...Mi manchi", "Ti penso...Ti penso", "Ti amo...Ti amo", ma io Ti amo davvero e il mio amore è concreto, viaggia, prende i treni, cammina per strade sconosciute, scrive, vive....ma sembra cadere nel vuoto, e non si tratta della porta nel pavimento, quella che è dentro me stessa e a cui farebbe bene un po' di amore, si tratta di un vuoto sordo, scuro, denso, doloroso, pieno di assenza...e insieme a lui, al mio Amore per te, lì in fondo ci sono anch'io che urlo, ma tu sei sordo, un muro di gomma e tutto rimbalza e mi colpisce con violenza...e io non ce la faccio più...mi sento così sola con tutto questo Amore sprecato...pensavo di non avere più lacrime, invece mentre scrivo piango.....la gola si stringe...mi sembra di soffocare...una parte di me sta morendo...non ce la faccio, mi sembra di precipitare nel fondo di un oceano di pece nera, incatenata a questo Amore e più mi dimeno più cado in profondità...mi chiedo se Eros vincerà su Tanatos...non lo voglio più, va via da me, Amore, perchè mi fai solo soffrire, sei troppo grande per me, troppo intenso, mi fa male il cuore....basta!....ma non riesco a dire basta....cado in profondità....e tu sei lì immobile e mi guardi.....e io odio amare tanto, odio amarti tanto....

posidonia
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categoria :
giovedì, 16 ottobre 2008, ore 09:14

....il semaforo è rosso...lei aspetta il verde distrattamente, persa tra i suoi pensieri...il vento tiepido le scompiglia i riccioli ribelli, le gambe lunghe sicure sul marciapiade, i fianchi generosi ondeggiando...quando ad un tratto i suoi occhi incontrano quelli di lui, dall'altro lato della strada...la sua altezza e la fierezza del suo corpo lo fa emergere tra tutti, gli occhi sono neri, profondi, ipnotizzanti, la sottile maglietta lascia intravvedere i muscoli marcati del petto e del torace, le braccia forti abbronzate come le gambe lunghe che spuntano dai pantaloncini....verde...la gente si muove, lei anche...continuano a guardarsi mentre si avvicinano l'una all'altro lentamente...si sfiorano come due comete che deviano leggermente la loro traiettoria per non entrare in collisione....ma proprio mentre stanno per dirsi silenziosamente addio la mano di lui la afferra per il braccio.....sussulto...camminano insieme ora, l'uno accanto all'altra in silenzio, un silenzio carico di desiderio, di eccitante tensione.....lui l'abbraccia per la vita e un brivido attraversa la schiena di lei...la conduce verso un grande edificio abbandonato e la guida con decisione verso l'ala che fa angolo con la strada più isolata, lì nella parete di mattoni a vista c'è una nicchia che li accoglie.... le braccia di lui la gircondano all'altezza del volto imprigionandola contro il muro....si guardano a lungo, lui attratto dagli occhi di lei esoticamente valorizzati dalla matita nera, lei dalle sue labbra perfettamente disegnate sul volto virile.....i loro volti sempre più vicini fino a che le labbra di lui sfiorano quelle di lei....la lingua entra a scoprire i tesori della sua bocca, frugando nella cavità avidamente...i denti le afferrano bramosi il labbro superiore e poi di nuovo le lingue si incontrano e si studiano contorcendosi in una lotta senza fine....quando lui le mordicchia la pelle del collo sotto l'orecchio sinistro, lei avverte una scossa che le attraversa il corpo formoso, e l'inguine si bagna del caldo liquido....le mani di lui si muovono audaci lungo il busto di lei, toccandole con decisione la vita, i fianchi, il sedere abbondante, con forza...i capezzoli di lei si fanno turgidi e duri come nocciole, spuntando attraverso il sottile strato di cotone della camicetta....come avvertendo il suo desiderio, le mani di lui ora si muovono velocemente su fino ai seni, avvolgendone la tenera carne calda...i polpastrelli delle sue dita tormentano i suoi rosei capezzoli e un gemito di dolore e piacere esce dalle labbra semichiuse di lei...le mani di lei scivolano tra la folta chioma di lui, scura come la passione che agita i loro corpi......il respiro si fa affannoso tra i febbrili baci che ancora li uniscono...la schiena di lei si inarca quando avverte il contatto delle dita di lui sul suo sesso...le dita sapienti le aprono piano le labbra del pube e si insinuano fino a raggiungere il clitoride, guizzanti come cavalli selvaggi....dopo aver lanciato un grido di piacere il bacino di lei inizia a muoversi seguendo il ritmo dei respiri affannosi....le guance rosse infuocate...lui la sta portando al limite, sull'orlo della pazzia...un'energia intensa si concentra nelle viscere, il pube palpita, sente che sta per esplodere, se lui non si ferma esploderà, ma nè lei nè lui possono fermarsi, ebbri di piacere vogliono ancora assaporarne l'afrodisiaco vino, assetati, insaziabili....quando con un gemito lui la investe con il suo piacere di carne, l'energia prima accumulata in un nodo viscerale, ora esplode e fluisce attraverso i loro corpi come un fiume di lava incandescente fino a raggiungere ogni minima particella del loro essere e rigenerarla…non si sente più il rumore delle automobili per le strade e il vociare delle persone, una connessione carnale e spirituale li unisce in istanti eterni….....le due comete si sono scontrate fondendosi in una sola carne....
posidonia
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categoria : sensazioni, storie
lunedì, 06 ottobre 2008, ore 12:54

....sentì i suoi occhi su di lei e un intenso rossore invase le sue guance....lui si avvicinò a lei e iniziò a sussurrarle all'orecchio....le parole cadevano dentro di lei come gocce d'acqua, mentre il cuore le si fermava nel petto......lei non sapeva chi lui fosse, ma una sensazione di familiarità la spinse a pensare che forse lo aveva già conosciuto nei suoi sogni....voleva voltarsi e guardare gli occhi del misterioso sconosciuto, percorrerne i lineamenti del viso con le dita, assaporare il succo della sua bocca, ma una strana forza glielo impediva, la immobilizzava, e solo poteva percepire di lui il fiato sul collo....continuava a parlare piano, profondamente, intensamente e ciò che lui le diceva ora scorreva dentro le vene di lei come lava bollente e una vampata di calore le invase tutto il corpo, dalle dita dei piedi su fino alla punta dei capelli...e il corpo fremeva e l'anima era attratta a lui da una forza misteriosa e allo stesso tempo conosciuta, calda, benevola....lui la teneva stretta a sè per la vita, la testa tra i capelli di lei...il respiro di lei affannoso, gli occhi socchiusi poi spalancati....non ne poteva più, percepiva le sue membra piene di un'energia intensa e per un attimo temette che il corpo le si disintegrasse in un milione di schegge argentate...i loro corpi divennero uno nelle parole, le loro anime si fusero e i loro cuori iniziarono a battere insieme....il tempo si dilatò fino a fermarsi e non erano più nel mondo ma in uno spazio vuoto, pieno solo di loro e del loro piacere....

posidonia
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categoria : sensazioni
mercoledì, 24 settembre 2008, ore 01:15

23 settembre

quanti ne fai? 27

si dice che ciò che si fa a capodanno determini tutto l'anno.....mi chiedo se questo sia vero anche per quanto riguarda il compleanno, se come lo si trascorre sia poi uno specchio dell'anno che inizia....
Il mio è iniziato la mezzanotte del giorno prima, con l'abbraccio di un amico, ops di un Amico, volevo dire, una persona speciale per me (e non ridere quando leggi, ché è vero)...poi una rosa di carta stagnola con un biglietto di auguri appesi alla porta, i sorrisi delle amiche, gli abbracci, i baci, lo sguardo di Sor Angela la mattina a colazione mentre mi da il suo regalo: il libro della felicità....la mattina serena, la biblioteca soleggiata, il viso della prof e del prof benevoli che mi guardano "La nostra piccola allieva cresce" sembravano dire...pranzo con un' amica e i sorrisi si trasformano in lacrime, le energie scendono giù giù giù...delusione, dolore...impara a non darti così tanto agli altri Marghe...no, continuerai a farloperchè questa sei tu, amen...La pace, l'anello regalo d'amica...
La cena con le amiche....."cumpleanos feliz, cumpleanos feliz te deseamos todas, cumpleanos feliz"....la rosa rossa dal bocciolo obeso, le risate...gli sms, le mails, le telefonate..quanto amore Marghe...e poi...di nuovo lui...la macchina, le luci della città straniera...le risate..qué falta que me hacés...qué falta que me hacìa estar contigo hablando y riéndonos asì...dove siamo? abbiamo sbagliato strada, era meglio girare a sinistra, puoi girare a sinistra? vabbè torna indietro...hai visto la bandiera obesa? quella grande, ma lì...vabbè ciao!....il panorama, subo, la flecha..la cattedrale, la chiesa del sogno e il regalo...,,l'emozione più bella, tutto si collega, il libro a Madrid da parte dell'eremita e le carte in arrivo dalla Francia..io tu la Francia Madrid il sogno e tu che sempre mi accompagni anche quando sembra di no...è mezzanotte...il cerchio si chiude...è mezzanotte.

posidonia
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categoria : poesia, sensazioni, storie
domenica, 20 aprile 2008, ore 18:05

cammina cammina, sentieri belli, costeggiati da prati verdi con fiori bianchi e gialli, il sole nel cielo azzurro, di un azzurro denso, intenso di un paese stranero che non era il suo ma che conosceva bene...tanti colori intorno a lei, abbracci, volti sorridenti,danze, giovani affascinanti...camminava tranquilla, serena..o no?...d'un tratto il cielo era cambiato, era scuro ombroso...e ...non poeva proseguire, il sentiero si era interrotto, era giunta sul limite ultimo di un grande burrone..si affacciò intimorita e vide l'oscurità profonda senza fine raggelante...parallizzate le gambe, ipnotizzati gli occhi da tanta scura immensità, il cuore sobbalzò e si rese conto che camminando era giunta sulla soglia del suo malessere, del suo dolore della sua tristezza...e ora tutto ciò che in lei era restato sepolto, lo aveva lì dinanzi gli occhi...si sentiva sola, persa, inghiottita dall'oscurità e non aveva la forza di lottare, opporsi...e dedicò l'ultimo pensiero all'uomo per lei più importante, con cui aveva condiviso un tempo lungo per lei decisivo, che aveva segnato  un prima e un poi nella sua vita, quell'uomo che avrebbe potuto seguire in capo al mondo e con cui la sua anima riposava sempre sempre... e suo "padre" arrivò, e sorrise come fa sempre lui, con le fossette seducenti che compaiono sempre sul suo volto e con quel luccichio negli occhi di chi fiducioso si lasciava sempre abbracciare e guidare dalla realtà, quel bagliore che lei tanto amava e invidiava...e parlò, con parole  che spiegavano gli angoli della sua anima e del suo cuore e del mondo, quelle parole che lei tanto bramava, che aveva assaporato fino all'ultima sillaba, e che desiderava perchè impregante di verità...e le tese la mano, come aveva sempe fatto... e la guardò e lei pianse e piange, pèrchè quello sguardo le era mancato tanto ed ora sapeva che era di nuovo con lei..."Ti accompagno, ma per un po', poi non mi vedrai ma io ci sono e il mio sguardo con te"....la porta nel pavimento l'aveva portata giù, più giù, giù, giù dentro se stessa e ora lei con lui nella sua mano era pronta a esplorare il suo dolore
posidonia
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categoria : sensazioni, storie
domenica, 24 febbraio 2008, ore 12:23

cieloE domani si parte, il momento è arrivato e nulla mi trattiene, ho cercato in tutti i modi di rimandarla, annullarla, ma questa si è imposta, come qualcosa di inevitabile, necessario.......no no non voglio, non ce la faccio, dentro di me la pigrizia morale mi ancora qui, mi trattiene...devi andare, non indugiare...e allora mi calmo, non scalpito, accetto la realtà e mi chiedo, le chiedo, che cosa mi aspetta lì, chi incontrerò, che mai accadrà....e intanto ciao Venezia, città amata, città che sempre mi accogli, che hai abbracciato il mio studio frenetico, mi hai visto esultare , discutere, passeggiare con gli amici cari, ridere, piangere, hai accolto le lacrime, le incertezze, i dubbi...e tutto di te sembrava salutarmi ieri: i ponti (quante volte li ho percorsi, avanti e indietro, su e giù), le chiese, i capitelli, i bar, le librerie, gli alberi, il luccihio dei lampioni sull'acqua.....plaf plaf plaf...ciao marghe ciao....torna torna....e ciao amici di tango ciao, grazie per gli abbracci che mi avete dato quando ne avevo più bisogno, anche senza saperlo, per l'affetto misterioso che avete per me.....ciao care milongas...ciao mamma, papà e fratellone, che siete il mio porto sempre presente, mi mancherete......ciao mio caro faro, regalo della vita, amica che illumini con la verità dei fatti e delle parole, e taccio perchè le parole non sono adeguate a tanto amore, che parli Lui, il mio lo avrai sempre, sempre......ciao mio caro tesorone, mi manca il tuo abbraccio, il tuo sguardo così fraterno su di me, ma me lo porto dentro e mi accompagnerà in attesa che ci rivedremo, spero presto, arrichhiti.............ciao, mio primo "ti amo"...........ciao cose di casa...............ciao ciao...........torna ritorna......eppure adesso tutto sembra dire vivi Marghe vivi...vivo, vivrò... 

posidonia
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categoria : sensazioni, storie
domenica, 20 gennaio 2008, ore 18:04

Non ho voglia di.............

fare le valigie
partire
muovermi verso paesi lontani
valigie nei corridoi
di ricominciare: nuove relazioni, nuovo tango, nuova casa, nuove stanze, nuovi libri, nuove strade
studiare
fare disfare rifare
legarmi e poi ripartire
ritornare e ri-ricominciare
compagnia nel letto e solitudine dentro
della nebbia
dell'inverno


Ho voglia di......

casa mia, solo mia, tutta mia
tango tango tango
abitudini
granite alla mandorla vera, quella che si vede la buccia dentro
Faro
stabilità
tutona di pile (azzurra possibilmente)
correre
libertà
giustizia
sognare sperare ambire
mare, sabbia, odore di crema abbronzante
andare via ma restare
non si può dire
ancora non si può dire
e non si può dire


posidonia
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categoria : poesia, sensazioni
lunedì, 19 novembre 2007, ore 12:31

Ninna nanna ninna oooo.....

questo amore a chi lo do?

amore e psiche

posidonia
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categoria : poesia, sensazioni
martedì, 11 settembre 2007, ore 23:56

Ci volle un po' perchè i suoi occhi si abituassero al buio, camminava camminava e non sapeva dove andava, ma continuava a camminare, la bambina per mano, tremente, impaurita, e la donna davanti con passo fermo, deciso...il buio era denso, spesso e a mala pena si disinguevano le cose....ma poi comparve qualcosa di inaspettato, distinse in lontananza un faro, un faro rosso, che squarciando il buio le permise di intravvedere il sentiero su cui stava camminando...e le faceva strada, passo dopo passo dopopasso...e il faro era rassicurante materno, fraterno e la sua luce era costante e lei seguiva quella, perchè era l'unico appiglio che aveva in quel mare di buio...e dietro un faro e dentro un faro...ma la bambina piangeva piangeva e il pianto divvenne capriccio e il capriccio divenne io non mi muovo, ho paura e resto qui! E lei non sapeva che fare, come fare a convincerla ad andare avanti, e la donna non ne poteva più delle urla della bambina e basta! Bisogna farla smettere, non si prosegue con lei come zavorra!...un pensiero balenò nella sua mente, terribile ma unica possibilità, l'unica possibilità che lei vedeva, lei che era disperata...ucciderla, uccidere la bambina...e proseguire il cammino con la donna...e lì comparve un altare e lei vi stese la bambina che la guardava con gli occhi atterriti...e arrivò un angelo con una spada di carne, morbida e tagliente al tempo stesso, pronto per sferzare il colpo fatale sulla bambina, che ora non piangeva più, gli occhi vitrei e rassegnati pronta a dire addio..ecco la spada la spada, si scaglia sta per colpire....ma....qualcosa blocca il polso dell'angelo....un uomo aveva sventato il delitto, un giovane eremita, lo sguardo profondo come il silenzio, gli occhi calmi e sereni...allontana la spada e l'angelo si rivela demone e svanisce....lui calmo e sorridente prende in braccio la bambina, che silenziosamente piange con la testa poggiata sulla sua spalla...e lui le parla, e le sue parole sono come carezze...e la porta da lei e lei capisce che non doveva ucciderla, ma abbracciarla, consolarla, volerle bene, aiutarla a diventare una brava bimba...l'eremita le fece capire che doveva tenerla con sè...e la donna lì, immobile, fiera, ma impietosita, si avvicina alla bambina e la prende per mano e le sorride...e il faro continua a illuminare il sentiero e a incoraggiare con la sua luce sorridente il cammino...e lei riprende a camminare, con la donna e la bambina per mano...

posidonia
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