domenica, 24 giugno 2007, ore 14:15

Piove..ma fuori c'è il sole e il cielo è azzurro..eppure dentro piove, tante gocce cadono drop drop drop  e ognuna ferisce...Lacrime, tante tonde amare salate, ma il nodo non si scioglie, è sempre più stretto, alla gola e non si può parlare, allo stomaco, e non si può mangiare...Ma chi piange? La bambina, o la donna? Piange il cuore, e quello è uno...e fa fatica, perchè amare è doloroso, vivere è faticoso e il bene cresce, cresce, cresce sempre di più sempre più dentro, sempre più profondo, e fa male, fa male...Non lo voglio! il cuore non ce la fa più, perchè è troppo, ma no, no  non è vero, lui sopporta lo porta questo amore in silenzio questo bene per chi è? per cosa è? perchè?...Vorrei che fossi qui, ma non ci sei e forse è meglio così...ma fa male...abbracciami...ti tengo con me, c'è un posto nel mio cuore, ed è tuo e a volte non so chi sei...ma tienimi con te...

posidonia
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categoria : sensazioni
domenica, 03 giugno 2007, ore 19:14

Non poteva più restare seduta sul bordo di quell'apertura e guardare, guardare, restare ferma a guardare...allora un po' sconsolata alzò gli occhi, quasi come a cercare qualcosa, agitata, qualcuno che le dicesse come fare...E fu così che lo vide. Un uomo, un vecchio, molto vecchio, la barba lunga e bianca fino alle ginocchia, i capelli lunghi e bianchi quanto la barba, pochi, che partivano dalle tempie incoronando la testa calva. Era vestito solo di un saio color nocciola, e in mano teneva un bastone, con l'estremità arrotolata, come fosse la sezione di una conchiglia, circolo infinito. Gli occhi erano scuri...non dimenticherà mai quegli occhi, così penetranti, profondi, della stessa profondità che lei si apprestava ad affrontare, e la guardavano, e la vedevano tutta, come se le stessero facendo una radiografia interminabile...e sapevano tutto di lei, qualsiasi ombra, qualsiasi dubbio, qualsiasi gioia, dolore, preoccupazione, amore..e  conoscevano tutto di lei..Lei lo guardava, ma non riusciva a dire nulla, e lui senza parlare le indicò col bastone la porta nel pavimento, facendole un lieve cenno con il capo, senza smettere di fissarla..."Ma come faccio? Come posso? Ho paura" e lui senza parlare continuò a indicarle quel buio...Devi farlo, ormai non c'è più tempo per pensare, io sarò con te...Lei si alzò, era vero: l'attesa ormai non le corrispondeva più, non era più per lei, doveva andare...Si alzò in piedi sul bordo della botola, sull'estremità ultima, e guardò giù...e poi di nuovo lo sguardo sul vecchio, gli occhi benevoli ma duri e decisi al tempo stesso...Sentì una voce, la voce di una donna che le diceva, "da ora guido io"...e poi la stessa voce, ma..più piccola, come di una bambina, "vengo anch'io però, non mi lasciare qui, portami con te"...Lei degluttì, un passò, e fu dentro...
posidonia
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categoria : storie