Obi era giusto e puro di cuore, modesto e semplice come i giusti. Olofi, il Creatore, gli aveva fatto il cuore bianco, bianche le viscere e la pelle, e come dimora gli aveva destinato un luogo elevato. Ma Obi, dall'alto della palma, cominciò a darsi delle arie. Suo servo era Elegguà, che anche Olofi ubbidiva. Un giorno Obi diede una festa e ordinò a Elegguà di invitare gli amici. Tutti si consideravano amici di Obi: i grandi della Terra e i derelitti, i belli e i brutti, gli eleganti e i pezzenti. Elegguà, tuttavia, che si era accorto del cambiamento di Obi, dell'arroganza e dell'orgoglio che avevano macchiato la sua bianchezza, decise, non si sa se per disattenzione o per dispetto, di non invitare nessun ricco ma soltanto mendicanti, storpi, straccioni e donne dalla ripugnante bruttezza. Quando Obi si trovò davanti quella masnada di mostri, andò su tutte le furie e chiese chi li avesse invitati; gli venne risposto che era stato Elegguà a nome suo. Obi allora li scacciò tutti, e con essi Elegguà, che andò subito a riferire l'accaduto a Olofi.
Il Creatore si travestì da mendicante e si recò da Obi. Il cocco si rifiutò di concedere udienza a un pezzente di quella sorta, che non si era premurato di lavarsi e di vestirsi con decenza prima di presentarsi a lui. Gli voltò dunque le spalle. Subito Olofi, senza più camuffare la propria voce, lo chiamò indignato per nome. Obi lo riconobbe e si gettò ai suoi piedi, chiedendo perdono. Ma Olofi gli disse: "Obi, tu eri giusto, per questo ti diedi un cuore bianco e un corpo degno del cuore. Ma ora, per castigare la tua presunzione, stabilisco che tu debba lasciare la tua elevata dimora: potrai mantenere bianche le viscere ma dovrai rotolare nella terra e sporcarti". Da allora il cocco ha la corteccia scura e cade dalla palma; lui che offese gli storpi e i pezzenti, rifiutando di ammetterli alla sua festa, ora finisce nelle case più povere, e là dove ci sono malati risana le loro piaghe.
Cari amici, a me piace molto la mitologia (mi appassiona fin da piccola), ciò che più mi colpisce è constatare come dinnanzi ad una realtà sconosciuta, che risultava incomprensibile, l'uomo abbia ne abbia cercato l'origine. E la cosa interessante è vedere quante analogie vi sono tra sistemi mitologici di popoli geograficamente assai distanti e che ignoravano l'esistenza gli uni degli altri, quasi commovente perchè è riprova del fatto che la struttura originaria del cuore dell'uomo è la stessa.
In questo periodo ho la possibilità di studiare i miti legati alla cultura afrocubana, che non sono tanto conosciuti quanto quelli greci (per lo meno qui in Europa). Così ho pensato di proporvi il racconto mitico sull'origine del cocco. Spero che vi sia piaciuto, e se sì in futuro condividerò con voi altre storie analoghe.