sabato, 03 ottobre 2009, ore 23:09

.......dolore, dolore, dolore.......denso dolore dell'anima e del cuore....fitta bruciante...cammina cammina i piedi nudi sulle pietre dure, rocciose appuntite dei sentieri irti del sè....era stanca, spossata...contenta a volte dei prati fioriti, dei sorrisi amici e dell'abbraccio materno di un luogo indimenticabile....ma se da un lato il cielo azzurro, dall'altro il buio denso a cui la porta l'aveva condotta...la donna la bambina zitte a volte a volte urlanti piangenti a volte e lei sorda o assordata....ma non ti fermare sarò sempre con te...cammina cammina...e il dolore silenzioso e nascosto nel cuore...perchè? perchè il buio? non so a volte la luce, il sole il mare e poi il grigio della cenere pesante della testa e nel cuore....perse le speranze....gli occhi si chiudono....e d'un tratto una voce "Ciaaao"...chi era? un principe? no....Un giovane bello, gli occhi tristi e profondi come il mare, le labbra ben disegnate...gli occhi profondi come il buio in cui si era immersa...Lui la studia, lei sorride e lui la studia, e con gli occhi interroga e lei parla parla parla parla...e lui ascolta e tutto intorno tace e dentro di lei il dolore tace...e lui è lì e non va via perchè non va via? è lì e guarda e ascolta e tutto intorno tace e dentro di lei pace....e lei parla parla parla e ride e piange e ama e lui è lì, sempre lì, ancora lì, la guarda sorride.....la mano venosa la tocca e lei trema, la mano venosa è entrata nel petto e le ha preso il cuore...e dentro di lei pace, perchè nel petto di lei c'è il cuore di lui...la prende per mano e il buio ora dov'è? non c'è....accarezza la testa della bambina impaurita, e la bambina sorride....chi era? chi è? un principe? No, non più....un uomo, un uomo vero venuto dal mare, dal suo mare per riportarla a casa, la casa di lei, la casa dentro di lei, la loro casa....l'abbraccia e in quell'abbraccio c'è tutto ciò che lei cercava, c'è tutto ciò di cui lei si privava, c'è tutto ciò che la poteva guarire...e lei piangeva e lui le diede un fiore....dal buio un fiore, una rosa, un giglio, una margherita....."l'amore soltanto l'amore può farti guarire"....e non sono più nell'oscurità ma di nuovo nella stanza dove era iniziato il suo viaggio...e alle pareti ora vi reano finestre...e la porta nel pavimento era lì, sempre lì ma ora non ne usciva più il buio denso ma una luce azzurra, rosa, verde...il mare..."e ora cosa facciamo?" chiede lei a lui "Ora usciamo e camminiamo insieme"...
posidonia
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categoria : storie
giovedì, 12 marzo 2009, ore 10:44

........mi piace immaginare che una parte di me e di te siano rimaste in quella lontana città che ha visto nascere il nostro amore...due voci che si inseguono felici tra le strade piene di vita, amandosi come non siamo riusciti a fare noi......questa forse è l'unica verità che è stata e che sempre sarà......e ora

SIPARIO

sipario1

posidonia
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categoria : storie
giovedì, 16 ottobre 2008, ore 09:14

....il semaforo è rosso...lei aspetta il verde distrattamente, persa tra i suoi pensieri...il vento tiepido le scompiglia i riccioli ribelli, le gambe lunghe sicure sul marciapiade, i fianchi generosi ondeggiando...quando ad un tratto i suoi occhi incontrano quelli di lui, dall'altro lato della strada...la sua altezza e la fierezza del suo corpo lo fa emergere tra tutti, gli occhi sono neri, profondi, ipnotizzanti, la sottile maglietta lascia intravvedere i muscoli marcati del petto e del torace, le braccia forti abbronzate come le gambe lunghe che spuntano dai pantaloncini....verde...la gente si muove, lei anche...continuano a guardarsi mentre si avvicinano l'una all'altro lentamente...si sfiorano come due comete che deviano leggermente la loro traiettoria per non entrare in collisione....ma proprio mentre stanno per dirsi silenziosamente addio la mano di lui la afferra per il braccio.....sussulto...camminano insieme ora, l'uno accanto all'altra in silenzio, un silenzio carico di desiderio, di eccitante tensione.....lui l'abbraccia per la vita e un brivido attraversa la schiena di lei...la conduce verso un grande edificio abbandonato e la guida con decisione verso l'ala che fa angolo con la strada più isolata, lì nella parete di mattoni a vista c'è una nicchia che li accoglie.... le braccia di lui la gircondano all'altezza del volto imprigionandola contro il muro....si guardano a lungo, lui attratto dagli occhi di lei esoticamente valorizzati dalla matita nera, lei dalle sue labbra perfettamente disegnate sul volto virile.....i loro volti sempre più vicini fino a che le labbra di lui sfiorano quelle di lei....la lingua entra a scoprire i tesori della sua bocca, frugando nella cavità avidamente...i denti le afferrano bramosi il labbro superiore e poi di nuovo le lingue si incontrano e si studiano contorcendosi in una lotta senza fine....quando lui le mordicchia la pelle del collo sotto l'orecchio sinistro, lei avverte una scossa che le attraversa il corpo formoso, e l'inguine si bagna del caldo liquido....le mani di lui si muovono audaci lungo il busto di lei, toccandole con decisione la vita, i fianchi, il sedere abbondante, con forza...i capezzoli di lei si fanno turgidi e duri come nocciole, spuntando attraverso il sottile strato di cotone della camicetta....come avvertendo il suo desiderio, le mani di lui ora si muovono velocemente su fino ai seni, avvolgendone la tenera carne calda...i polpastrelli delle sue dita tormentano i suoi rosei capezzoli e un gemito di dolore e piacere esce dalle labbra semichiuse di lei...le mani di lei scivolano tra la folta chioma di lui, scura come la passione che agita i loro corpi......il respiro si fa affannoso tra i febbrili baci che ancora li uniscono...la schiena di lei si inarca quando avverte il contatto delle dita di lui sul suo sesso...le dita sapienti le aprono piano le labbra del pube e si insinuano fino a raggiungere il clitoride, guizzanti come cavalli selvaggi....dopo aver lanciato un grido di piacere il bacino di lei inizia a muoversi seguendo il ritmo dei respiri affannosi....le guance rosse infuocate...lui la sta portando al limite, sull'orlo della pazzia...un'energia intensa si concentra nelle viscere, il pube palpita, sente che sta per esplodere, se lui non si ferma esploderà, ma nè lei nè lui possono fermarsi, ebbri di piacere vogliono ancora assaporarne l'afrodisiaco vino, assetati, insaziabili....quando con un gemito lui la investe con il suo piacere di carne, l'energia prima accumulata in un nodo viscerale, ora esplode e fluisce attraverso i loro corpi come un fiume di lava incandescente fino a raggiungere ogni minima particella del loro essere e rigenerarla…non si sente più il rumore delle automobili per le strade e il vociare delle persone, una connessione carnale e spirituale li unisce in istanti eterni….....le due comete si sono scontrate fondendosi in una sola carne....
posidonia
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mercoledì, 24 settembre 2008, ore 01:15

23 settembre

quanti ne fai? 27

si dice che ciò che si fa a capodanno determini tutto l'anno.....mi chiedo se questo sia vero anche per quanto riguarda il compleanno, se come lo si trascorre sia poi uno specchio dell'anno che inizia....
Il mio è iniziato la mezzanotte del giorno prima, con l'abbraccio di un amico, ops di un Amico, volevo dire, una persona speciale per me (e non ridere quando leggi, ché è vero)...poi una rosa di carta stagnola con un biglietto di auguri appesi alla porta, i sorrisi delle amiche, gli abbracci, i baci, lo sguardo di Sor Angela la mattina a colazione mentre mi da il suo regalo: il libro della felicità....la mattina serena, la biblioteca soleggiata, il viso della prof e del prof benevoli che mi guardano "La nostra piccola allieva cresce" sembravano dire...pranzo con un' amica e i sorrisi si trasformano in lacrime, le energie scendono giù giù giù...delusione, dolore...impara a non darti così tanto agli altri Marghe...no, continuerai a farloperchè questa sei tu, amen...La pace, l'anello regalo d'amica...
La cena con le amiche....."cumpleanos feliz, cumpleanos feliz te deseamos todas, cumpleanos feliz"....la rosa rossa dal bocciolo obeso, le risate...gli sms, le mails, le telefonate..quanto amore Marghe...e poi...di nuovo lui...la macchina, le luci della città straniera...le risate..qué falta que me hacés...qué falta que me hacìa estar contigo hablando y riéndonos asì...dove siamo? abbiamo sbagliato strada, era meglio girare a sinistra, puoi girare a sinistra? vabbè torna indietro...hai visto la bandiera obesa? quella grande, ma lì...vabbè ciao!....il panorama, subo, la flecha..la cattedrale, la chiesa del sogno e il regalo...,,l'emozione più bella, tutto si collega, il libro a Madrid da parte dell'eremita e le carte in arrivo dalla Francia..io tu la Francia Madrid il sogno e tu che sempre mi accompagni anche quando sembra di no...è mezzanotte...il cerchio si chiude...è mezzanotte.

posidonia
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categoria : poesia, sensazioni, storie
domenica, 20 aprile 2008, ore 18:05

cammina cammina, sentieri belli, costeggiati da prati verdi con fiori bianchi e gialli, il sole nel cielo azzurro, di un azzurro denso, intenso di un paese stranero che non era il suo ma che conosceva bene...tanti colori intorno a lei, abbracci, volti sorridenti,danze, giovani affascinanti...camminava tranquilla, serena..o no?...d'un tratto il cielo era cambiato, era scuro ombroso...e ...non poeva proseguire, il sentiero si era interrotto, era giunta sul limite ultimo di un grande burrone..si affacciò intimorita e vide l'oscurità profonda senza fine raggelante...parallizzate le gambe, ipnotizzati gli occhi da tanta scura immensità, il cuore sobbalzò e si rese conto che camminando era giunta sulla soglia del suo malessere, del suo dolore della sua tristezza...e ora tutto ciò che in lei era restato sepolto, lo aveva lì dinanzi gli occhi...si sentiva sola, persa, inghiottita dall'oscurità e non aveva la forza di lottare, opporsi...e dedicò l'ultimo pensiero all'uomo per lei più importante, con cui aveva condiviso un tempo lungo per lei decisivo, che aveva segnato  un prima e un poi nella sua vita, quell'uomo che avrebbe potuto seguire in capo al mondo e con cui la sua anima riposava sempre sempre... e suo "padre" arrivò, e sorrise come fa sempre lui, con le fossette seducenti che compaiono sempre sul suo volto e con quel luccichio negli occhi di chi fiducioso si lasciava sempre abbracciare e guidare dalla realtà, quel bagliore che lei tanto amava e invidiava...e parlò, con parole  che spiegavano gli angoli della sua anima e del suo cuore e del mondo, quelle parole che lei tanto bramava, che aveva assaporato fino all'ultima sillaba, e che desiderava perchè impregante di verità...e le tese la mano, come aveva sempe fatto... e la guardò e lei pianse e piange, pèrchè quello sguardo le era mancato tanto ed ora sapeva che era di nuovo con lei..."Ti accompagno, ma per un po', poi non mi vedrai ma io ci sono e il mio sguardo con te"....la porta nel pavimento l'aveva portata giù, più giù, giù, giù dentro se stessa e ora lei con lui nella sua mano era pronta a esplorare il suo dolore
posidonia
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domenica, 24 febbraio 2008, ore 12:23

cieloE domani si parte, il momento è arrivato e nulla mi trattiene, ho cercato in tutti i modi di rimandarla, annullarla, ma questa si è imposta, come qualcosa di inevitabile, necessario.......no no non voglio, non ce la faccio, dentro di me la pigrizia morale mi ancora qui, mi trattiene...devi andare, non indugiare...e allora mi calmo, non scalpito, accetto la realtà e mi chiedo, le chiedo, che cosa mi aspetta lì, chi incontrerò, che mai accadrà....e intanto ciao Venezia, città amata, città che sempre mi accogli, che hai abbracciato il mio studio frenetico, mi hai visto esultare , discutere, passeggiare con gli amici cari, ridere, piangere, hai accolto le lacrime, le incertezze, i dubbi...e tutto di te sembrava salutarmi ieri: i ponti (quante volte li ho percorsi, avanti e indietro, su e giù), le chiese, i capitelli, i bar, le librerie, gli alberi, il luccihio dei lampioni sull'acqua.....plaf plaf plaf...ciao marghe ciao....torna torna....e ciao amici di tango ciao, grazie per gli abbracci che mi avete dato quando ne avevo più bisogno, anche senza saperlo, per l'affetto misterioso che avete per me.....ciao care milongas...ciao mamma, papà e fratellone, che siete il mio porto sempre presente, mi mancherete......ciao mio caro faro, regalo della vita, amica che illumini con la verità dei fatti e delle parole, e taccio perchè le parole non sono adeguate a tanto amore, che parli Lui, il mio lo avrai sempre, sempre......ciao mio caro tesorone, mi manca il tuo abbraccio, il tuo sguardo così fraterno su di me, ma me lo porto dentro e mi accompagnerà in attesa che ci rivedremo, spero presto, arrichhiti.............ciao, mio primo "ti amo"...........ciao cose di casa...............ciao ciao...........torna ritorna......eppure adesso tutto sembra dire vivi Marghe vivi...vivo, vivrò... 

posidonia
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martedì, 11 settembre 2007, ore 23:56

Ci volle un po' perchè i suoi occhi si abituassero al buio, camminava camminava e non sapeva dove andava, ma continuava a camminare, la bambina per mano, tremente, impaurita, e la donna davanti con passo fermo, deciso...il buio era denso, spesso e a mala pena si disinguevano le cose....ma poi comparve qualcosa di inaspettato, distinse in lontananza un faro, un faro rosso, che squarciando il buio le permise di intravvedere il sentiero su cui stava camminando...e le faceva strada, passo dopo passo dopopasso...e il faro era rassicurante materno, fraterno e la sua luce era costante e lei seguiva quella, perchè era l'unico appiglio che aveva in quel mare di buio...e dietro un faro e dentro un faro...ma la bambina piangeva piangeva e il pianto divvenne capriccio e il capriccio divenne io non mi muovo, ho paura e resto qui! E lei non sapeva che fare, come fare a convincerla ad andare avanti, e la donna non ne poteva più delle urla della bambina e basta! Bisogna farla smettere, non si prosegue con lei come zavorra!...un pensiero balenò nella sua mente, terribile ma unica possibilità, l'unica possibilità che lei vedeva, lei che era disperata...ucciderla, uccidere la bambina...e proseguire il cammino con la donna...e lì comparve un altare e lei vi stese la bambina che la guardava con gli occhi atterriti...e arrivò un angelo con una spada di carne, morbida e tagliente al tempo stesso, pronto per sferzare il colpo fatale sulla bambina, che ora non piangeva più, gli occhi vitrei e rassegnati pronta a dire addio..ecco la spada la spada, si scaglia sta per colpire....ma....qualcosa blocca il polso dell'angelo....un uomo aveva sventato il delitto, un giovane eremita, lo sguardo profondo come il silenzio, gli occhi calmi e sereni...allontana la spada e l'angelo si rivela demone e svanisce....lui calmo e sorridente prende in braccio la bambina, che silenziosamente piange con la testa poggiata sulla sua spalla...e lui le parla, e le sue parole sono come carezze...e la porta da lei e lei capisce che non doveva ucciderla, ma abbracciarla, consolarla, volerle bene, aiutarla a diventare una brava bimba...l'eremita le fece capire che doveva tenerla con sè...e la donna lì, immobile, fiera, ma impietosita, si avvicina alla bambina e la prende per mano e le sorride...e il faro continua a illuminare il sentiero e a incoraggiare con la sua luce sorridente il cammino...e lei riprende a camminare, con la donna e la bambina per mano...

posidonia
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giovedì, 23 agosto 2007, ore 14:29

Il giorno dopo sarebbe partita, avrebbe lasciato quell'isola meravigliosa, dalla natura selvaggia,  incontaminata, vicina eppure così lontana dal mondo...a questo pensava mentre saliva le scale dell'appartamento, ed era asorta, persa nel ricordo di quel mare azzurro e la spiaggia deserta, brulla...e bum!........... si incontrarono, si scontrarono, lei lo vide e lui la vide...gli occhi di lei incantati da quelli di lui, azzurri come il mare che tanto le piaceva, profondi, vertiginosi...il tempo si dilatò, si fece elastico morbido, silenzioso, accogliente...e loro lì, immobili, trafitti, gli occhi negli occhi e non potevano smettere di guardarsi.......

La mattina successiva arrivò presto, e lei si svegliò con gli occhi di lui nella mente....le valigie vicino la porta aspettavano di essere portate fuori, giù....e lì, nel parcheggio lei ritrovò lui che si preparava a partire, anche lui....sguardi, sorrisi, sguardi, sorrisi, parole scambiate in lingue diverse mentre si incrociavano per le scale, entrambi che si cedevano il passo reciprocamente, con i bagagli sempre più pesanti .....iniziò a piovere e lei si fermò in cima alle scale con l'ultima valigia da portar giù, e lui già pronto, in partenza, e lei guardava l'orizzonte sconsolata.....da dietro gli alberi compare la sua macchina, cammina lenta, e lui alla guida...rallenta quasi fino a fermarsi, si affaccia al finestrino e la saluta e lei un tuffo al cuore...muove la mano...ciao ciao... e gli manda un bacio..........................................la macchina riparte, ma d'mprovviso inchioda e si ferma, lui scende e guardandola occhi negli occhi si avvicina deciso verso i piedi delle scale, allora lei capisce e si precipita giù, di corsa, e si abbracciano senza una parola, incuranti dei genitori di lei, degli amici di lui, dei bambini che giocavano in strada e avevano smesso di fronte a tale scena....un abbraccio lungo intenso da straziare indescrivibile a parole...amore e l'amarezza di doversi separare ora che ci si era trovati, e chissà come sarebbe andata...e lui le sussurra qualcsa all'orecchio..........lei riapre gli occhi e vede la macchina allontanarsi....

E ancora si chiede se sia stato un sogno oppure realtà...ma non importa perchè le ha lasciato dentro l'emozione...e questa è una cosa vera...

posidonia
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sabato, 11 agosto 2007, ore 22:46

Non dimentichero' mai i giorni trascorsi con te...non dimentichero' mai te...di te ricordo gli orecchini rossi, i pantaloni di lino verde pistacchio, il pistacchio del gelato che tanto ti piaceva....you blue, you true...il sorriso che parte dalle code degli occhi ed esplode sulle labbra e che sempre vuol dire andra' tutto bene........e che belle sono le tue piccole debolezze!...in love, me and you....la granita alla mandorla, ma quella fatta con le mandorle vere (si vedono le bucce marroni), non con la pasta di mandorla....IIIII dooo, really talk to you...Juliette Binoche travestita da professoressa delle medie...mi sono nutrita delle tue parole, dei tuoi gesti, di tutto il tempo e lo spazio condivisi con te, e ogni istante era pieno, perche' tu riempi le cose e i momenti e le persone, come un pasticcere riempie i suoi cannoli (ma quelli veri, pero') con amore e dedizione.....tu che sei blu....prendi per mano la bambina e la aiuti a guardare la donna......e guardi il mondo sorridente...e vedi la donna che la bambina non vede....gli angoli della bocca in su...e il mare che viaggia e ti porta con se' e ci porta con se', e dietro un faro e dentro un faro, che se tu...hai un pezzo del mio cuore, sei diventata un pezzo del mio cuore, e questo ritratto non ti rende giustizia, perche' le cose piu'  belle sono quelle che non si riescono a dipingere e le cose piu'  vere sono quelle non dette, ma che stanno dietro le parole...e quindi solo grazie, che ci sei e che sei cosi' come sei....you blue, you true....

posidonia
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categoria : poesia, sensazioni, storie
domenica, 03 giugno 2007, ore 19:14

Non poteva più restare seduta sul bordo di quell'apertura e guardare, guardare, restare ferma a guardare...allora un po' sconsolata alzò gli occhi, quasi come a cercare qualcosa, agitata, qualcuno che le dicesse come fare...E fu così che lo vide. Un uomo, un vecchio, molto vecchio, la barba lunga e bianca fino alle ginocchia, i capelli lunghi e bianchi quanto la barba, pochi, che partivano dalle tempie incoronando la testa calva. Era vestito solo di un saio color nocciola, e in mano teneva un bastone, con l'estremità arrotolata, come fosse la sezione di una conchiglia, circolo infinito. Gli occhi erano scuri...non dimenticherà mai quegli occhi, così penetranti, profondi, della stessa profondità che lei si apprestava ad affrontare, e la guardavano, e la vedevano tutta, come se le stessero facendo una radiografia interminabile...e sapevano tutto di lei, qualsiasi ombra, qualsiasi dubbio, qualsiasi gioia, dolore, preoccupazione, amore..e  conoscevano tutto di lei..Lei lo guardava, ma non riusciva a dire nulla, e lui senza parlare le indicò col bastone la porta nel pavimento, facendole un lieve cenno con il capo, senza smettere di fissarla..."Ma come faccio? Come posso? Ho paura" e lui senza parlare continuò a indicarle quel buio...Devi farlo, ormai non c'è più tempo per pensare, io sarò con te...Lei si alzò, era vero: l'attesa ormai non le corrispondeva più, non era più per lei, doveva andare...Si alzò in piedi sul bordo della botola, sull'estremità ultima, e guardò giù...e poi di nuovo lo sguardo sul vecchio, gli occhi benevoli ma duri e decisi al tempo stesso...Sentì una voce, la voce di una donna che le diceva, "da ora guido io"...e poi la stessa voce, ma..più piccola, come di una bambina, "vengo anch'io però, non mi lasciare qui, portami con te"...Lei degluttì, un passò, e fu dentro...
posidonia
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